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Lombardia



La Lombardia, situata in un punto di snodo tra importanti reti di comunicazione transeuropee, è la quarta regione italiana per estensione e la più popolata, con un PIL pari a circa il 21% di quello nazionale e un tessuto produttivo in cui coesistono grandi, medie e piccole imprese. Il 36% del PIL lombardo deriva dal settore industriale, dai servizi per il 62%, dall'agricoltura per il 2%.
La Regione Lombardia è impegnata da tempo nella promozione di un insieme di azioni di:
 
  • promozione e sensibilizzazione sui modelli e sugli strumenti di sostenibilità ambientale: processi di Agenda 21 Locale, Appalti verdi, Contabilità ambientale, Sistemi di gestione ambientale (SGA), Risparmio energetico, Turismo sostenibile, anche attraverso specifici bandi;
  • orientamento, formazione e accompagnamento agli Enti Locali nella sperimentazione di progetti pilota;
  • specifici accordi con Enti Locali e Soggetti Istituzionali (Camere di Commercio, Università ed Enti di Ricerca) nella definizione di Progetti di Azione per la sostenibilità;
  • Valutazione Ambientale Strategica della Programmazione Comunitaria 2007-2013, attraverso un processo valutativo e di partecipazione integrato in tutte le sue fasi;
  • provvedimenti normativi e misure per il miglioramento della qualità dell'aria e riduzione dei Gas Serra.
 
Specifico impulso alla diffusione dell’approccio del cluster nelle priorità di policy della Regione Lombardia è provenuto, in passato, dall’applicazione del Regolamento EMAS. In particolare, l’esigenza di promuovere la diffusione dello schema tra le imprese che stentano ad attivarsi facendo affidamento solo sui propri mezzi ha spinto a valutare e sperimentare l’applicazione dello schema a livello territoriale, nell’ambito di distretti industriali e sistemi locali di impresa. Gli impatti ambientali delle singole PMI localizzate in aree territoriali o distretti difficilmente possono essere valutati in modo distinto e indipendente da quelli generati da imprese consimili e attigue, ovvero dagli effetti complessivi prodotti dall’attività industriale dell’area “omogenea” sull’ecosistema locale. Ciò accade non solo in cluster omogenei, ma anche in aree a elevata concentrazione industriale in cui vengono realizzate produzioni industriali diversificate.
La prima esperienza in Lombardia risale alla fine degli anni ‘90 e ha riguardato l’area di Filago (BG), in cui si trovano cinque imprese chimiche, indipendenti dal punto di vista amministrativo-gestionale, ma strettamente correlate tra loro e dotate di servizi comuni. Queste imprese, come prevede la procedura del Comitato EMAS Italia, hanno formalmente costituito un Comitato che ha il potere di controllare tutti gli aspetti ambientali di area e di adottare tutti gli interventi necessari per il miglioramento continuo richiesto dal Regolamento. L’approvazione della dichiarazione ambientale, relativa a tutte le imprese coinvolte, ha portato alla prima applicazione concreta dell'EMAS di area nel nostro Paese.
A partire da questa esperienza innovativa e pionieristica, la Regione Lombardia ha perseguito le notevoli potenzialità dell’approccio cluster in aree omogenee e cluster più ampi. Sono quindi seguite applicazioni sperimentali dell’approccio, condotte anche grazie al finanziamento di progetti pilota da parte delle istituzioni comunitarie e della stessa Regione Lombardia, fra cui:
 
  • S.E.NO.MI. Sustainable EMAS NOrth Milan, progetto LIFE che ha promosso la certificazione ambientale EMAS nel Nord Milano, nei distretti produttivi costruiti sulle aree dismesse dagli stabilimenti siderurgici dei gruppi Falck e Breda, con l’intento di favorire la trasformazione del territorio all’insegna della sostenibilità ambientale, economica e sociale;
  • VALLI BRESCIANE, progetto avviato nel 2003 in collaborazione con Unioncamere Lombardia, finalizzato al miglioramento delle prestazioni ambientali delle imprese, attraverso l’adesione ad EMAS. L’obiettivo è stato quello di introdurre un SGA che interessi le attività industriali del Distretto, valutando l’efficacia indotta dall’inserimento di innovazioni organizzative e tecnologiche di processo all’interno dei settori economici di specializzazione del sistema produttivo locale, le cui imprese operano soprattutto nel trattamento e rivestimento dei metalli, con significativi impatti che riguardano le emissioni in atmosfera, l’utilizzo e lo scarico delle acque, la produzione di rifiuti.
 


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